25 Aprile, Festa della vittoria delle Forze Antifasciste
25 aprile
Naturalmente sapete tutti, forse ve lo aspettate pure, cosa devo scrivere in un giorno come questo.
È chiaro, vorrei stare qui a godermi i postumi di una giornata tipo pasqetta, il primo maggio, il natale...
E invece, purtroppo ed evidentemente, non si può fare. Il 25 Aprile in Italia non è ancora una data storica, c'è ancora, inevitabilmente, qualcosa da fare.
Dopo aver sentito lezioni di antifascismo dalla signora Santanché, e le dichiarazioni della classe politica di oggi... beh, è chiaro che dobbiamo metterci d'accordo su cosa rappresenta per noi la liberazione dal fascismo.
Forse non tutti sanno che la dittatura portoghese è finita, casualmente, il 25 Aprile. Bene, da loro, ieri, in tv, c'era Capitani d'Aprile, il film che parla di quella gloriosa giornata.
Oggi in tv, la prima cosa che vedo è alle 22:15, intervista a Piero Boni, Partigiano, sul programma “le Iene” di Italia 1, che succede un servizio sul botulino e precede la pubblicità di una finanziaria.
Il resto, tutte cazzate. I programmi di approfondimento, assenti.
Voglio allora riportare le frasi dei nostri cari rappresentanti, che magari nei rapidissimi servizi dei tg sono state poco comprese:
Alemanno: «Bisogna smetterla di fare del 25 aprile una festa di parte. Questa deve essere la festa di tutto il popolo italiano che si è liberato da tutti i totalitarismi. Deve essere la festa non di una parte ma di tutta la nazione». Al Vittoriano Alemanno aveva affermato che la festa di oggi «rappresenta la Liberazione della nazione da ogni forma di totalitarismo sia di destra sia di sinistra ed è l'affermazione dei valori democratici» ( www.ilmessaggero.it)
Rutelli: Al Vittoriano Francesco Rutelli ha detto che il 25 aprile «rappresenta la libertà guadagnata grazie al sacrificio di molti». «La libertà e la democrazia le dobbiamo a persone umili e semplici come don Pietro Pappagallo» (www.ilmessaggero.it)
Storace: (adnkronos) "Il mio 25 aprile e' iniziato con una bellissima telefonata che ho ricevuto da Giampaolo Pansa relativa alla trasmissione di Corrado Formigli andata in onda ieri sera su Sky. Pansa non si e' limitato a concordare sugli argomenti che ho utilizzato per il dibattito con Valentino Parlato, ma ha anche preannunciato nuove iniziative letterarie sul triangolo della morte e le tragedie dell'immediato dopoguerra". "Revisionismo, credo, non significa negazionismo, ma necessita' di rileggere la storia attraverso una meticolosa opera di ricerca. E Giampaolo Pansa, che certo non e' un uomo di destra, continua a farlo con onesta' e rispetto della verita'. Esattamente il contrario di chi trasforma il 25 aprile in un festa di parte e rinuncia a lavorare per la pacificazione nazionale".
Veltroni: "Mi dicono che Berlusconi ha ricevuto Ciarrapico, che non ha mai preso le distanze dal Ventennio fascista, a palazzo Grazioli e questo nel momento in cui gli italiani festeggiano il 25 aprile, giorno della liberazione dal nazifascismo. E' un segnale politico che segna profondamente la distanza tra un gesto di questo genere e tutti gli italiani che festeggiano una grande festa di libertà. Spero che per molti elettori questo significhi qualcosa. Si tratta di un atto di spregio nei confronti della democrazia".
Berlusconi: "Il 25 aprile indica simbolicamente il ritorno dell'Italia alla democrazia ed alla liberta'. In quel giorno di 63 anni fa, si videro le piazze festanti attorno alle truppe alleate e ai combattenti per la liberta'. Fu palpabile il sentimento di liberazione di un intero popolo, costretto a combattere una guerra che sperava conclusa, ma che prosegui' con l'occupazione del proprio territorio", "gia' il 25 luglio del '43, quando cadde il regime, quello stesso sentimento di liberazione si era manifestato con una festa nazionale senza vendette e senza morti. Purtroppo segui' la guerra civile, l'occupazione da parte dei tedeschi, che creo' un segno di sangue nella memoria italiana".
"Genero' un odio tra vincitori e vinti che segno' la coscienza del Paese. Ormai tutto questo e' storia e adesso e' tempo di dare al 25 aprile un senso italiano popolare e nazionale, un senso di liberta' e di pace" “Capire le "ragioni dei 'ragazzi di Salo"', come hanno sostenuto in passato anche diversi esponenti della sinistra, e "saldare il debito contratto con gli esuli Istriano-dalmati" e' la "strada giusta" che non "puo' in qualche modo ledere l'orgoglio di chi combatte' per la liberta' contro la tirannia". "Non c'e' revisione storica che possa cambiare la gratitudine che dobbiamo a quei combattenti che posero le basi per la liberta' delle generazioni".
Sapete nel testo appena scritto quante volte appare la parola “fascismo”? ZERO (una volta nazifascismo, grazie Walter).
Quante partigiano/i? ZERO
Ora, valutate voi, vogliamo commentare insieme?
Lancio la prima pietra.
Premetto che scriverò solo 2 righe, perché è difficile rimanere calmi, educati e lucidi:
Io vedo solo attacchi da politichetta (vedi Veltroni), revisionismo storico (vedi chi ti pare...) e l'imbarazzante giro di parole della destra che, per non dire fascismo, dice che ci siamo liberati da TUTTE LE DITTATURE! Quindi tranquilli, oggi si festeggia la liberazione dalla feroce dittatura ................ (metti tu il nome della dittatura di cui vuoi esserti sbarazzato, oggi facciamo come ce pare!)
aggiungo solo un ringraziamento a tutti coloro che hanno combattuto contro il fascismo e il nazismo dal 23 marzo 1919 al 2008, e tutti coloro che verranno.
Essere antifascisti è un fatto culturale oltre che di lotta
Benedetto Croce
Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l'amore? Vi ponete il problema, o vi basta dire, "così è sempre stato e sempre sarà così? Davvero vi basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal vostro impegno o dalla vostra indignazione? Che in fondo tutti hanno di che campare e quindi tanto vale vivere la propria vita quotidiana e nient'altro. Vi bastano queste risposte per farvi andare avanti? Vi basta dire "non faccio niente di male, sono una persona onesta" per farvi sentire innocenti? Lasciarvi passare le notizie sulla pelle e sull'anima. Tanto è sempre stato così, o no? O delegare ad associazioni, chiesa, militanti, giornalisti e altri il compito di denunciare vi rende tranquilli? Di una tranquillità che vi fa andare a letto magari non felici ma in pace? Vi basta veramente?
Roberto Saviano
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno. Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita. Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso: era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana, e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente la vita. No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici. E ora? Anche ora ci si sente in due: da una parte l'uomo inserito, che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana, e dall'altra il gabbiano, senza più neanche l'intenzione del volo. Perché ormai il sogno si è rattrappito. Due miserie in un corpo solo.
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