domenica 22 febbraio 2009

Tuttapposto (dcpciciccì)


Veltroni, dopo solo 16 mesi di nulla democratico, naufraga insieme al suo partito, a seguito dell'ennesimo record stabilito. Riesce, primo nella storia della Repubblica, a guidare un'opposizione in grado di perdere ben 2 confronti elettorali contro un governo non brillantissimo, in mezzo a una crisi di livello mondiale. Mai visto. Nel suo nulla è stato uno dei Grandi della Nazione. Nel 2006 le elezioni che videro vincere Prodi consegnavano al paese una coalizione di governo molto variegata, ma con un minimo di amalgama di opposizione a Berlusconi. Il PD veltroniano invece, eliminate le voci da sinistra ben prima di entrare in parlamento e vedendo Mastella soffocare sotto la corruzione dei propri costumi, si presentava a cambiare il paese senza l'affanno della ricerca continua di un accordo di coalizione. Così, l'uomo che allegava il Vangelo all'Unità, avrebbe potuto far vedere, finalmente il vero volto del riformismo. Prometteva di cambiare l'Italia, i suoi malcostumi, le sue nefandezze culturali, l'immobilismo di classi politiche vecchie quanto la democrazia. Prometteva un futuro ai giovani, prometteva un futuro agli anziani. Una grande operazione di marketing stile Obama. Al Predidente statunitense è legata anche la sola e grande soddisfazione politica di Veltroni da 2 anni a questa parte. Riguarda un altro paese, ma va bene così. Comunque, ha visto passare leggi raziali, leggi ad personam, regi decreti "salva" Eluana e altre nefandezze sempre alternando il sorriso pacato e rassicurante allo sguardo minaccioso di chi bacchetta chi fa vera opposizione, parlamentare e (soprattutto) non. Il più grande alleato di Berlusconi. E infatti per scelta sua non ne parlava mai male in campagna elettorale. Al massimo allestiva il grande circo delle primarie democratiche per criticare (implicitamente of course)l'assenza di democrazia interna al PDL e, alla fine, è riuscito ad arrivare all'apoteosi del suo lavoro. Se ne è andato, rendendo gli onori (non vedo che bisogno ci sia di dire "è meglio lui") al suo avversario, sputando veleno sul "suo" partito, impegnato più nelle lotte intestine di potere che nell'interesse comune ma soprattutto... se ne è andato nel giorno in cui il tribunale di Milano condannava Mills a 4 anni e 6 mesi per aver ricevuto 600.000 dollari dal gruppo Fininvest per testimoniare due volte il falso nell'ambito di due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi. Ovviamente l'informazione italiana si è fiondata sul terremoto democratico, tralasciando una notizia così "inutile" e, ovviamente, l'opposizione non ha avuto tempo, voglia e modo di parlare degli esiti di un processo che è stato al centro del discorso politico anche del PD nei giorni del Lodo Alfano. Quindi il concetto che passa a chi non si è fatto sfuggire la notizia è che al PD del Lodo Alfano non frega proprio niente e che il casino fatto era solo per pungere con uno spillo il gigante che il PD ha o aveva di fronte. E invece è una notizia enorme, da far cadere un governo democratico, perchè implicitamente la condanna di Mills comporta pure quella di Berlusconi. Che non vuol dire solo che sia un corruttore, ma anche che avrebbe commesso un reato "fotocopia" di quello abbondantemente insabbiato che ha tirato fuori di galera Zorzi (vedi post "Memoria e Antifascismo"). Ce n'è un po' da parlare o no? Comunque vedremo da subito il PD di Franceschini, primo ex DC alla guida del partito che prese il posto del PCI, nominato dall'assemblea costituente, senza la truffa delle primarie, visto che qui non sarebbero state un'elezione per acclamazione. Veltroni se ne va, cosciente e forse soddisfatto di aver realizzato un paio di sogni di Gelli: il bipolarismo, realizzato difeso a spada tratta da tutto il suo partito in fase elettorale e con l'accordo sullo sbarramento alle europee ma soprattutto ha dato a Gelli un paese dove la Democrazia Cristiana è il partito di "sinistra" contrapposto alle destre. Pensate un po' agli anni '70, alle stragi di stato, alle BR, alla strategia della tensione, al cadavere di Moro tra la sede della DC e quella del PC... la DC ha avuto, dal dopoguerra, il compito di arginare a livello elettorale, sociale e purtroppo anche fisico l'avanzata del PCI. Ora fa di meglio, ora È il PCI.

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