martedì 4 novembre 2008

Addio, assassino!

Oggi è una giornata storica, oggi, finalmente e con almeno 4 anni di ritardo, finisce l'era Bush. Un'epoca buia per il mondo, che ha visto gli Stati Uniti intraprendere 2 guerre e ritrovarsi in tensioni internazionali a volte anche gravi con Iran, Russia, Bolivia e Venezuela. Quasi un decennio che ha portato Usa e resto del mondo sul lastrico. Bush e i suoi complici sono stati l'amministrazione che ha organizzato le torture e la detenzione senza processo nel carcere di Guantanamo e Abu Ghraib. Il suo esercito ha usato armi chimiche come il fosforo bianco a Falluja. È stato il presidente di uno stato che non ha condannato nessuno per l'omicidio Calipari. Sotto il suo mandato sono state buttate giù le torri gemelle con 3000 lavoratori e George è stato incapace di convincere buona parte dell'opinione pubblica mondiale della totale innocenza del suo governo. Bush è stato quello di New Orleans, è stato quello del ritiro da Kyoto. Facendo un rapido conto, sommando dati vari reperibili su Wikipedia e aggiornati praticamente un anno fa sono morti: 4419 militari della coalizione in Iraq, 1001 contractors in Iraq, 10000 militari dell'esercito di Saddam, 6700 tra le forze dell'ordine del nuovo stato iracheno, 63000 civili iracheni (stima approssimativa e aggiornata al 15 maggio), 5000 afghani. Per un totale minimo di 90120 (novantamilacentoventi) morti per la sua guerra permanente. Attenzione, il dato è risibilmente minore a quello reale data la difficoltà di informazione e la contestazione da più parti (ma sempre verso l'alto) delle cifre. Bombardamenti di ospedali, armi chimiche, uccisione di civili come rappresaglia... tutte cose per le quali, se Bush fosse stato, non so, serbo, sarebbe potuto finire sul patibolo come criminale di guerra.
Oggi ce ne liberiamo.
Chi verrà dopo di lui continuerà a rappresentare il paese delle lobby e delle multinazionali, quello del WTO e della Banca Mondiale, quello del capitalismo sfrenato e dell'inevitabile economia di guerra come soluzione alle crisi.
Ma lui non ci sarà più, per qualcuno, il giorno tanto agognato arriva oggi.
Arriverà anche il nostro.
Tiocfaid ár lá!

La strage nascosta





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