giovedì 30 ottobre 2008

Cronache da Piazza Navona



«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni (…). Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»
Francesco Cossiga.

Prima di entrare nel merito del discorso vorrei rivolgere il mio pensiero a Giorgiana Masi , che di questa geniale strategia fu vittima, a soli 19 anni. Come spesso succede nel nostro paese nessuno pagherà per il suo omicidio, ma almeno da oggi abbiamo un reo confesso.

Questo era il consiglio di un uomo colto da attimi di demenza senile o la lucida analisi sociale di un vecchio porco assassino? Ciò che è sicuro è che ieri, curiosamente, è successo ciò che Cossiga auspicava/consigliava/prevedeva/ricordava. Lo scenario è ormai conosciuto, manifestazione contro la legge Gelmini, Piazza Navona gremita di studenti medi in attesa dell'arrivo del corteo degli universitari che partiva dalla Sapienza. Con una puntualità svizzera, nel preciso momento in cui arrivava la notizia dell'esito della votazione, i ragazzi del Blocco Studentesco caricavano indistintamente tutti quelli che avevano davanti. Piccolo flash-back: in mattinata erano arrivati in piazza con un camion pieno di bastoni, cinghie (e ne sono testimone oculare) e coltelli (questo mi è stato riferito e non dubito sia vero) con l'intento di prendere la testa del corteo, dando così un'etichetta alla manifestazione (che certo non era fascista) ma soprattutto guadagnando una legittimità e visibilità a scapito di una causa che a questo punto neanche so più se condividono. Quando qualcuno ha fatto notare loro che la pretesa fosse un po' in contrasto con una manifestazione che, a mio parere sbagliando, aveva come slogan “ne rossi ne neri ma liberi pensieri” (che oltre che una idiozia qualunquista sarebbe un motto di un gruppo di ultras, di etrema destra, che si chiama B.I.S.L. Basta infami solo lame) è scoccata la scintilla. I fascisti (così si definiscono) hanno deciso di mostrare il loro vero volto, smettendo l'inutile pagliacciata finto democratica che li aveva portati nel corteo. Parte una carica da parte loro a chiunque avessero davanti, e in quel momento in piazza c'erano praticamente solo minorenni. Questo è il loro senso dell'onore, spranghe, caschi e cinghie contro ragazzi minorenni che naturalmente abbandondano la manifestazione in preda al panico. La piazza è a quel punto sotto il loro controllo, e ci resterà per un'ora e mezza, forse 2 ore. In piazza solo i fascisti del Blocco Studentesco, un gruppetto di liceali o pazzi o eroici ma comunque assolutamente fermi di fronte all'aggressione. Polizia? Zero, assente, non ha alzato un dito, e quando un ragazzo si avvicina a chiedere spiegazioni la risposta è: “non abbiamo ricevuto ordini, non facciamo nulla”. Nel mentre qualche adolescente finiva all'ospedale con la testa rotta. Tutto normale. La manifestazione era stata sgomberata (non dalla polizia, dal Blocco!) e le forze dell'ordine stavano facendo defluire questi zozzoni per via Agonale, verso piazza delle cinque lune, seguendoli con un cordone. Intanto dall'altro lato della piazza arrivavano gli universitari, incazzati come api, che venivano prontamente fermati dalle forze dell'ordine. Non possono proseguire all'interno della piazza, hanno i volti coperti. Risolto il problema il corteo entra nella piazza, la polizia scompare magicamente e si trovano a contatto i due gruppi. Lo scontro è inevitabile a quel punto, c'è poco da fare. Scoppia la battaglia sotto gli occhi della polizia che lentamente prende posizione e interviene. Il risultato “militare” è la sconfitta degli studenti di destra, il risultato giudiziario è che su un numero di fermi che oscilla tra i 15 e i 21 uno solo non è aderente al blocco studentesco, il risultato politico è ambiguo, e andrà valutato nei prossimi mesi. Mi viene da chiedermi come mai la polizia non abbia alzato un dito e anzi abbia lasciato la piazza. L'impressione è che lo scontro fosse stato voluto, a mio parere per spaccare il movimento, per dimostrare che ci sono dei violenti al suo interno, per spaventare gli studenti medi e per far si che i guanti delle divise non si sporcassero le mani. Non era pensabile che penetrassero di mattina nel corteo caricando anche loro i liceali per prendere gli autori dell'aggressione. L'ha detto anche Cossiga di non caricare i ragazzini! La cronaca è questa, ero nella piazza da testimone. Le domande che restano sono inquietanti. Il blocco ha agito da solo o c'è un mandante che muove i fili? Questo squadrismo da 1920 contro i manifestanti è spontaneo? Se la risposta fosse negativa ci sarebbe da preoccuparsi, dato la situazione interna al Parlamento. Opposizione politica evanescente (lo ha detto anche Cossiga!) e ignorata, opposizione extraparlamentare con infiltrazioni di provocatori e violenze che hanno un colore politico che ben si addice a tanti “onorevoli” della maggioranza. In rete gira un video di casa pound in cui danno la loro versione dei fatti, in cui salvano il loro onore omettendo le cariche ai liceali con spranghe e cinghie, e mandano avanti la loro cultura pansiana da minoranza oppressa, da “sangue dei vinti”, affermando di essere stati pacificamente all'interno del corteo in cui sono stati sempre insultati e che a un certo punto hanno subito una carica da parte dei centri sociali. Il fatto che diverse agenzie di stampa abbiano riportato bene la cronologia degli eventi e che nessuno dica ciò che hanno detto solo loro mi fa ben sperare sul fallimento della mistificazione degli eventi tipico di questa gente. Ad ogni modo occhi aperti, le loro mazze griffate potrebbero colpire di nuovo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

A me la strategia sembra chiara e lampante e, malgrado lo sdegno per le dichiarazioni di Cossiga - si perchè io ancora mi permetto di indignarmi di fronte a tanta violenza "verbale" - non credo che a manovrare i fili ci sia il vecchio picconatore! Vanno considerate due cose. Una di breve periodo, e cioè che lo psiconano ha tutto l'interesse che la sua tesi sul movimento studentesco guidato dai centri sociali venga confermata dai fatti: malgrado filmati e foto non è poi così difficile andare in giro a sostenere che sono strumentalizzazioni dei soliti quotidiani di sinistrorsi e che gli scontri sono la dimostrazione che la contestazione è scarsa di contenuti e ideologica... Qui bisognerebbe aprire una parentesi sull'intelligenza del movimento studentesco di a)non farsi strumentalizzare b)essere abbastanza intelligente da non raegire alle provocazioni... ma passiamo alla seconda questione, quella di lungo termine. Roma è da troppo tempo preda di gruppi fascisti che vengono scatenati quando occorre dai piani alti del Campidoglio. Quale occasione migliore per ribadire che Roma è in mano alla destra che imporre la propria legge durante una manifestazione di adolescenti?!!
Credo perciò che il movimento studentesco e dei precari della ricerca dovrebbe essere abbastanza forte da resistere alle provocazioni e dimostrare che le motivazioni per protestare sono legittime e non ideologiche. Credo che fino ad ora ci sono riusciti nel senso che i documenti che mi è capitato di leggere sono sensati e le iniziative prese affatto violente... ma la tentazione di creare disordini e delegittimare il movimento è forte come quella di rispondere alle provocazioni! E ahimè la mancanza di un referente politico forte impedisce di contenere le frange estreme che ovviamente sono sempre più visibili... Insomma andiamo avanti ma non a tentoni, serve una strategia che lenga unite le diverse anime di questo movimento...
Sara