domenica 14 settembre 2008

11 Settembre, non dimenticare


Qualche aereo, 30000 morti. Voli della morte. Nel 1973, gli Stati Uniti favorivano, foraggiavano e sostenevano il golpe con cui Pinochet prendeva il potere in Cile, destituendo il democraticamente eletto Salvador Allende. Il motivo dell'azione sta tutto nella famosa dichiarazione dell'allora segretario di stato Henry Kissinger: "Non vedo alcuna ragione per cui ad un paese dovrebbe essere permesso di diventare marxista soltanto perché il suo popolo è irresponsabile. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli". Ne derivò una dittatura che nell'arco di 17 anni ha causato ALMENO 3000 morti assassinati o "scomparsi". 3000, come quelli delle torri dell'ultimo 11 settembre. Era solo l'inizio, 3 anni dopo, nel 76 si ripeterono in Argentina, instaurando una dittatura che provocò 30000 (trentamila!) tra morti e desaparecidos, mai più tornati a casa. La loro colpa era sempre la stessa. Oppositori politici: comunisti. Oggi, mentre giustamente piangiamo i lavoratori morti nelle torri 7 anni fa, mentre ci stringiamo forte a valori di dempcrazia e non violenza, in Sud America gli Stati Uniti attaccano allo stesso modo la Bolivia, cercando di fomentare un colpo di stato. La loro colpa: contrastare le politiche neoliberiste imposte dall'impero yankee. Lo stesso fanno in Venezuela. Hanno rifiutato di ritirare l'embargo a una Cuba colpita da uragani e in crisi umanitaria, anche se meno di un anno fa incassavano gli aiuti di questa piccola isola del terzo mondo. Obama, McCain non me ne frega un cazzo. Se vogliamo onorare e ricordare i morti delle torri, non dimentichiamo i morti e i torturati causati dalle politiche statunitensi, almeno quelli che condividono lo stesso anniversario. Le donne nella foto sono le famose Madri di Plaza de Mayo, che finchè anno avuto forza e salute, hanno portato tutte le settimane in piazza il loro grido di dolore, la rabbia di una verità negata dal regime, quella sulla fine dei loro figli. Il loro simbolo è quel pannolino bianco che si legano in testa, su cui scrivono il nome del figlio o dei figli che gli sono stati portati via. Non saranno stelle e strisce, non ci saranno mai popstar internazionali a vendere lamenti sul loro dolore ma fermati a guardarle negli occhi un minuto, solo uno. Sta a te legarti a valori di democrazia, sta a te rifiutare la strage come mezzo politico, sta a te rifiutare l'imperialismo, e le guerre. Se questi occhi non ti sconvolgono, fammi un favore, non parlarmi mai più di 11 settembre.

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