giovedì 21 agosto 2008

Repressioni quotidiane

E' comunista, tolto alla madre.
Roma, 20 ago. - (Adnkronos/Ign) - ''Chiederemo la revoca di tutti i provvedimenti". Lo annuncia all'ADNKRONOS Mario Giarrusso, legale della donna catanese a cui è stato tolto il figlio17enne perché militante - con tanto di tessera di iscrizione - dei Giovani comunisti, ovvero la sezione giovanile di Rifondazione. "Siamo di fronte a una situazione gravissima perché nasce da una relazione dei servizi sociali predisposta sulla base di una distorsione della realtà - afferma l'avvocato -. In questo momento il Tribunale sta valutando se internare coattivamente in una comunità il giovane. Attendiamo la decisione a giorni o a ore''. "La relazione - spiega il legale - fa riferimento al fatto che il giovane, M.P. di 17 anni, ha denunciato il padre dichiarando di essere stato aggredito e ingiuriato con un mattone. La cosa assurda è che si stigmatizza che il giovane avrebbe portato come testimone il fratello più piccolo invece di evidenziare il fatto che il padre avrebbe aggredito il ragazzo davanti al fratello 12enne. Sulla base di ciò la relazione stabilisce che se il giovane non tornerà dal padre, dovrà essere internato urgentemente in una comunità, quasi come una somma punizione". "Nei documenti - prosegue Giarrusso - si stigmatizza inoltre il fatto che la madre, la quale è medico di professione, ha portato con sé il figlio 12enne nelle domeniche che fa volontariato per la raccolta del sangue. I servizi la definiscono una cosa da non fare. Siamo di fronte a un totale capovolgimento della realtà. C'è uno stravolgimento dei parametri morali ed etici che fa rabbrividire''. ''Un altro degli appunti mossi al ragazzo di 17 anni è aver disobbedito al padre, con il consenso della madre, che gli aveva detto di non andare col motorino a scuola. Questo quando il padre è uno che fa le corse su strada con le macchine e porta con se il bambino di 12 anni a vederle". A raccontare la sua versione dei fatti è poi lo stesso giovane protagonista che siega: "Mio padre non fa altro che associare i comunisti sempre alla droga, agli spinelli, all'alcol e alla vita sbandata. Ha preso spunto dalla mia tessera di giovane comunista per sostenere che mia madre non è in grado di badare a me". "Io invece mi trovo benissimo con il mio gruppo ma, alla luce di questa situazione - ha aggiunto il ragazzo - mia madre mi ha portato in un centro medico dove sono stato sottoposto al drug test e ho dimostrato a mio padre che non ho mai fatto uso di droghe. Ma lui - ha evidenziato - anche con questo foglio davanti, che reputa falsificato, dice che io mi drogo".

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