mercoledì 1 ottobre 2008
Non lasciamo che facciano revisionismo sul nostro futuro
Sabato, in una squallida intervista, christian abbiati, portiere del Milan, ha dichiarato: "Ho fatto miei alcuni valori del fascismo come patria, ordine sociale, rispetto per la chiesa Cattolica " e "Sono un uomo di destra, e la Destra ho votato alle elezioni. Del fascismo non condivido alcuni errori, come l'entrata in guerra e l'alleanza con Hitler, ma è ora di finire di trattare il ventennio come un argomento tabù". Della Destra parla il commento di una comunista verace come la santanchè, che lasciando il partito spiega la sua scelta con la volontà di "provare a recuperare alla democrazia quei giovani che ancora oggi si radunano sotto le bandiere di un sedicente e lugubre nazifascismo invece di giustificarli con argomenti piu' o meno ambigui". Su abbiati dico solo che non mi stupisce che lui e altri ventenni miliardari con basso grado di istruzione (pessima combinazione soldi e ignoranza) trovino positiva l'esperienza fascista. La tragedia è che cominciano ad essere un po' troppe le voci che operano distinguo, insinuano ma e però. Vogliamo parlare del fascismo prima del 38? Parliamone allora! Probabilmente abbiati e camerati vari trovano positiva l'autarchia, il piano industriale che prevedeva di produrre il ferro tirandolo fuori dalla sabbia di Ladispoli. Probabilmente trovano profondamente cristiano fare violenze con manganelli e olio di ricino a un lavoratore che lotta per i suoi diritti. Queste sono cose che non riescono o non vogliono vedere? Vorrei sapere come conciliano, il signor abbiati e i suoi camerati, la loro fede cristiana con l'ammirazione per i fascisti che accompagnarano e guidarono i tedeschi a Marzabotto, a Sant'Anna di Stazzema. Vorrei sapere cosa gli dice il loro patriottismo quando pensano ai cadaveri di quei 560 italiani. Non lo saprò mai, forse non lo sapranno neanche loro. Non lo saprà chi non conoscendo la storia si farà un'idea guardando il nuovo film di spike lee. Il film infatti riporta la causa scatenante di questo eccidio clamorosamente dimenticato a una rappresaglia in risposta di un mancato doppiogioco partigiano. Inventato, pura finzione, lo dice lee, lo dice una sentenza, lo ricorda in questi giorni il PM del processo. Eppure sappiamo tutti che i film fanno cultura, che qualcuno dirà che è andata così, già ho sentito gasparri ieri a porta a porta che bofonchiava qualcosa a riguardo mentre pensava che fosse fuori onda. Oltre tutto, dal comodo della sua poltroncina hollywoodiana ha anche denigrato i Partigiani che colpivano e fuggivano. È RESISTENZA, è l'unico modo che un esercito non regolare ha per colpire un occupante, l'alternativa è piegare la testa alle dittature, o finire impiccati. Il suo film lo vedrò (di certo non pagherò per farlo) perchè ha un enorme valore culturale. È un documentario sul revisionismo. E sinceramente trovo ripugnante la scelta unanime del consiglio comunale di Stazzema di dargli la cittadinanza onoraria per aver portato agli occhi del mondo l'eccidio, malgrado la manipolazione della verità che chiamano libertà artistica. Una "libertà artistica" che è proprio un concetto inaccettabile, parlando di 560 tra donne, anziani e bambini trucidati.
È sempre più difficile portare avanti una lotta politica o sociale oggi, cercare di perseguire l'obiettivo di raggiungere quella uguaglianza sostanziale di cui parla la nostra costituzione Antifascista, se si continua a cercare o a inventare peli nell'uovo della Resistenza e contemporaneamente accettare i distinguo e i rigurgiti fascisti. Questo è innegabile. Se lasciamo riscrivere la storia ai fascisti di ieri, i fascisti di oggi scriveranno il nostro futuro.
Consiglio la lettura della lettera che Didala Ghilarducci, Partigiana e segretaria Anpi di Viareggio, ha scritto a spike lee. Senza avere risposte.
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