lunedì 25 agosto 2008
Per Renato
"Sono passati ormai 2 anni da quando , il 27 agosto del 2006, Renato, uscendo da una dance hall reggae sulla spiaggia di Focene, insieme alla sua fidanzata e al suo amico Paolo, furono aggrediti da due giovani scesi dalla loro auto coltelli alla mano. Gli urlarono di tornare a casa, che quello non era il loro territorio. Colpirono Renato che, a 26 anni, morì poche ore dopo in ospedale. Nella disperazione di quei giorni i familiari, gli amici e i compagni si trovano a spiegare una scomoda verità: chi esce di casa armato di coltello per colpire chiunque possa essere considerato diverso, altro, di colore, gay, di sinistra, è un fascista. Che solo a Roma, nell’anno precedente c’erano state più di 130 aggressioni di matrice fascista. Oggi, che sono passati quasi 2 anni, si apre il processo per l’imputato minorenne. Il PM sostiene che Renato sia stato ucciso al termine di “banale diverbio degenerato per futili motivi”, e così lo uccidono una seconda volta." (Verità per Renato)
In questi giorni gli uomini della Digos, coordinati da Giuseppe Gonan, hanno raccolto testimonianze e messo insieme rilievi. Subito hanno sentito il racconto di Assunçao Benvindo Muteba, lo studente angolano di 24 anni, vittima del pestaggio. Poi hanno sentito i testimoni e visionato le immagini di alcune telecamere che controllano la zona dove è avvenuta la rissa. Alla fine hanno stretto il cerchio attorno ai balordi. Sono tre teppisti di 22, 24 e 26 anni. Per i detective della polizia sono loro i presunti autori del pestaggio nei confronti del giovane angolano, accaduto la notte tra il 15 e il 16 agosto lungo la passeggiata Anita Garibaldi di Genova Nervi. Gli agenti della Digos li hanno denunciati in base alla legge Mancini sulla violenza per fini razziali, ricostruendo nel dettaglio gli avvenimenti che, secondo gli inquirenti, nulla hanno a che vedere con ideologie politiche di stampo razzista. Tutti e tre, due operai e un casellante, hanno vari precedenti che vanno dalla guida sotto l’effetto di droghe alla detenzione di ecstasy e ricettazione, dalla rissa alle lesioni. Dalla questura ripetono che «Si è trattato di un fatto occasionale, un episodio di bullismo deteriore» (Il Giornale)
Forse dovremmo arrestare il caso... o forse dovremmo tirare fuori la testa dalla sabbia di ipocrisia qualunquista. Invito tutti a leggere la lettera della mamma di Renato indirizzata al Pm e al giudice del tribunale Minorile di Roma e pubblico un'interessante estratto della puntata di Anno Zero che la vedeva come ospite.
Dice tutto.
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