Provo sempre un certo senso di diffidenza quando vado a La Spezia. Anche se non è una fortezza leghista, trovo sempre qualcosa che mi fa storcere il naso. Parlo di La Spezia ma potrebbe essere una qualunque città del nord. Il mio parlare tradisce le mie origini, e temo sempre di essere additato come “il romano”. Non che ci sia niente di male, ovviamente, ma so che per qualcuno di loro è una parola dispregiativa. L'altro giorno ero in autobus, al capolinea. Entra una giovane ragazza di 16-17 anni, credo Rom, di certo non scandinava, e l'autista in modo brusco e minaccioso le chiede se ha il biglietto, e in modo molto poco rispettoso le dice di scendere dal mezzo. Finita la storia, si parte. Ha controllato il biglietto solo alla ragazza “diversa”. A me, come a tutti gli altri no. A noi non avrebbe parlato così. Il vigliacco non avrebbe parlato così a Riina, a un Rom palestrato e incazzato, a me. Questi sono i vantaggi dell'essere ariano, posso pure non pagare il biglietto! Lui quella ragazza non la voleva sul “suo” autobus perchè era non conforme. Le cose vanno chiamate col loro nome, questa è apartheid, niente di più, e come nei lontani anni 50-60 è tornata sui bus. Avrei dovuto darle il biglietto che era nella mia tasca, ma non ho avuto la prontezza. Avrei dovuto far capire a quel porco che se avesse voluto la legge del più forte in quel cazzo di autobus sarebbe stato lui il “negro”. Così dev'essere? È ancora possibile fare una lotta con mezzi democratici contro questa patina di merda che ricopre il paese? Sono tutti pronti a fare la guerra al pezzente che sta un gradino sotto la scala sociale e a inginocchiarsi passivi di fronte a quello del gradino superiore. Gente che non arriva a fine mese ma che mette al centro della propria sofferenza gli scippi saltuari. Gente che non sa se tra 6 mesi avrà ancora un lavoro ma si lamenta della profonda ingiustizia delle intercettazioni. Gente che vive in un paese che non ha un programma industriale, che si lamenta del caro benzina ma che fa la fila di 24 ore per avere l'iphone. Peccato che chi la fila non la può fare non abbia voce. Con la paura di essere poveri negano l'evidenza, in fondo, se hai 400 euro al mese, l'iphone non è una mera vanità. È un'investimento per non scendere un'altro gradino. Non è moda, non è avanguardia tecnologica (oh, come si fa a vivere senza il meteo in tempo reale?), è appartenenza alla parte giusta e sana della società. È così, bisogna realizzare che questo paese è razzista, e che lo è diventanto in modo molto più grave negli ultimi mesi, basta vedere la foto... questa non è una foto... è un solco, una frontiera, una dichiarazione di guerra. Indignarsi e basta non servirà a nulla, se vogliamo recuperare questo paese. Comincio però a restare senza speranza, non vedo soluzioni democratiche, non vedo mezzi di lotta non violenti, non capisco più nulla, 1 anno fa il razzismo non era sdoganato, ora si, è normale, è popolare, ora come si combatte?
Nessun commento:
Posta un commento